BENGASI – Una ritirata rapida, qualcuno l’ha definita strategica, per lo più è drammatica: nel giro di 24 ore i ribelli hanno perso di nuovo quei duecento chilometri di terra con due città petrolifere, che avevano conquistato con l’aiuto dei raid aerei della Nato, solo domenica scorsa. I lealisti di Gheddafi arraffata la piccola Ben Jawad e le petrolifere Ras Lanuf e Brega puntano di nuovo verso la città di Ajdabya che solo qualche giorno fa era uscita da una decina di giorni di assedio. Gli aerei della coalizione hanno aspettato il pomeriggio quando ormai il più era perso, per intervenire, sganciando bombe sulla strada prima tra Ben Jawad e Ras Lanuf, senza fermare l’avanzata, e poi tra Ras Lanuf e Ajdabya (160 km da Bengasi) dove si sono fermati per ora i ribelli.

In massa sono fuggiti, centinaia di pick up con le mitragliatrici o con generi per il rifornimento, hanno retrocesso ad est di Brega senza che nessuno gli ordinasse nulla, anche perché non sembra esserci un vero e proprio comando militare dei ribelli. I ragazzi hanno visto i carro armati arrivare e sono semplicemente scappati.

“Quello che ci rende orgogliosi di questa rivoluzione è che è fatta dalla gente, che è stata spontanea”, ci assicura Mushafa Gheriani, uno dei portavoce del governo provvisorio che ieri mattina ha ricevuto il nuovo ambasciatore francese a Bengasi che ha presentato le sue credenziali. Ma una rivolta spontanea quando diventa armata non dovrebbe essere improvvisata o per lo meno lasciata agli eventi: “Stiamo andando a Ajdabiya”, dice il ribelle Mohammad Al Abreigi, “ci riuniremo tutti lì e poi cercheremo di tornare verso Brega”. Ad Ajdabiya, 120 mila abitanti, non ci sono segni di raggruppamento, né di un barlume di posizionamento difensivo, perché nessuno sa come farlo.

“Non sappiamo cosa sta accadendo, forse i gheddafiani arrivano anche da sud, dal deserto”. Come in altre città, gli uomini del rais potrebbero circondarli almeno da due lati e bloccarli nella cittadina che ha una posizione strategica, è lo snodo che porta da una parte a Bengasi, roccaforte dei ribelli e a Tobrouk, terza città del petrolio non lontana dal confine egiziano.

Ribelli in fuga e residenti spaventati: non appena si è sparsa la notizia del ripiegamento, è scattato il panico fra le famiglie che erano tornate a casa nelle varie cittadine dopo essere già fuggite. In un attimo la strada costiera di solito cavalcata dai mezzi armati dei ribelli e affiancata da decine di carro armati distrutti dai raid della coalizione è stata stipata di macchine cariche di valigie con tutto quello che una famiglia poteva portarsi dietro.

“Gheddafi ha missili che possono fare anche 40 km, se li avessimo anche noi, potremmo liberare la Libia in un giorno”, aggiunge Ezedin Saleh, un altro ribelle. “Noi abbiamo solo Kalashnikov e rpg (razzi), queste sono le nostre armi”. Infinite le richieste dei ribelli per essere meglio equipaggiati, anche se però qualcuno dovrebbe anche spiegare come usarle certe armi, ma chiedono anche più bombardamenti aerei. Ma uno dei problemi e delle sfide di questo esercito molto irregolare è cercare di rendere disciplinati questi combattenti. Pochi hanno avuto un addestramento militare, hanno un grande entusiasmo e sono pronti ad andare sulla linea del fuoco per poi fuggire quando arrivano le cannonate dall’altra parte. Vero anche che il tipo di armi che hanno non è in grado di fermare a lungo l’avanzata di una milizia con armi e mezzi pesanti come quelli che possiede Gheddafi.

“Dove sono i francesi?”, dice un ribelle che non fa in tempo a finire che un boato fa tremare la terra. I francesi sono arrivati e bucano il cielo nuvolo dell’est della Libia, ma gli attacchi aerei non sembrano arrestare l’avanzata dei lealisti.

bombardamenti nato

Giornalista di guerra e scrittrice

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: