BENGASI – E’ diventata una corsa, quella verso Tripoli, ora che dall’alto la coalizione li protegge. Una corsa lenta perché la strada è lunga. Inesorabile perché i ribelli non sembrano volersi fermare. La stanchezza viene spezzata dall’entusiasmo, la mancanza di strategia e di addestramento, molti hanno preso in mano un arma per la prima volta, viene compensata dal desiderio di vivere in un paese nuovo, libero, senza Gheddafi. Le parole d’ordine sono via il Colonnello e unità perché una Tripolitania autonoma, senza il resto, non sembra interessare anche se potrebbe esser più facile. Sono dure le battaglie che li aspetta, ma non mollano, non ora che sentono il rombo dei jet sfrecciare sulle loro teste alla ricerca degli uomini di Gheddafi. Ieri notte le forze della Rivoluzione hanno conquistato Ajdabia, importante snodo petrolifero e oggi Brega, e potrebbero essere già nel paese di Al Bisher a una trentina di chilometri più a ovest verso tripoli che dista ancora 900 km. Davanti ai ribelli, in ritirata sfilano i militari di Gheddafi colpiti, umiliati, incapaci di tenere le città sotto il peso delle bombe della coalizione che hanno lasciato una scia di carro armati abbrustoliti. “Viva la Francia, viva l’Italia, viva l’Europa”, dice la gente, uno con la bandiera italiana che sventola, tutti scesi in piazza, donne e uomini insieme anche se in cortei separati, sul lungomare di Bengasi, la roccaforte dei ribelli, il luogo dove la rivolta è partita, sede del governo provvisorio dei ribelli, la città salvata dai raid aerei della coalizione venerdì scorso quando stava per cadere nella rete dei lealisti del rais. “Ajdabyah è stata liberata, non abbiamo ancora le stime dei prigionieri, ma ci stiamo muovendo verso ovest e non ci fermeremo fino a quando giungeremo a liberare Tripoli”, dice il colonnello Omar Bani, portavoce militare dei ribelli, nella sua divisa blu dell’aeronautica. Ajdabyah, 120mila abitanti, è un punto nevralgico per la rivolta, un crocevia occupato dai ribelli che si sono ritrovati a combattere in una città deserta per poi festeggiare. Sono bastati i bombardamenti Nato della notte scorsa per metter fine a dieci giorni di assedio. Secondo i medici le truppe di Gheddafi avrebbero ucciso 82 persone tra civili e ribelli. Ora, invece, sono arretrate a sud e a ovest inseguite dagli aerei armati della coalizione. Dietro durante la ritirata hanno lasciato mezzi, armi, e perdite: a una quindicina di km nel deserto giacciono i cadaveri carbonizzati di almeno 21 soldati, i corpi anneriti, la pelle ingrigita, le armi ancora al loro posto sui vestiti laceri. “Negli ultimi due giorni, la coalizione, che noi chiamiamo i crociati, sono stati parecchio coinvolti in attacchi contro i civili e contro le nostre forze per questo abbiamo preferito ripiegare. Un ritiro tattico”, ha commentato Khaled Kaim, vice ministro degli Esteri di Gheddafi. Ma al silenzio della morte alle porte della città è stato spezzato dalla gente che rioccupava le strade e inneggiava alla vittoria: “Verso Sirte (300 km dalla capitale), verso Tripoli, verso la libertà”, gridava la gente mentre Gheddafi continua a bombardare ancora alcune città della zona ovest del paese. Ogni giorno un passetto avanti verso ovest attraverso il deserto con le sue dune e la sabbia lucente, lungo la costa con il suo mare azzurro tanto vicino da essere il nostro, devastato dalla disperazione di chi fugge sui barconi e dalle navi di guerra che puntano verso la Libia. “Se Dio vuole presto ci ritroveremo tutti a prendere il tè a Tripoli”, sdrammatizza il colonnello Bani, mentre i ragazzi della rivolta tornano a casa per riposare, si spogliano della guerra e svengono su un giaciglio. Per poi ricominciare alle prime ore dell’alba traboccanti di speranza che la Libia sarà anche oggi un paese un pezzettino più libero.

Giornalista di guerra e scrittrice

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: