Shukria Barakzai durante il regno dei talebani veniva picchiata perché andava in giro senza il marito. Quando dissero che le bambine non potevano studiare, organizzò una scuola segreta. Caduto il regime nel 2003 si da alla politica per poter disegnare la bozza per la legge che dovrà proteggere le donne. La Bbc nel 2005 l’ha nominata donna dell’anno. Giornalista, pashtun, oggi dopo quasi sei anni da deputata ha deciso di dire basta. Non ce la fa più. I suoi tre figli vivono in una prigione dorata per paura che vengano rapiti. Lei riceve minacce ogni giorno.

“Ci sono pressioni molto forti, è faticoso lavorare in un ambiente dove il novanta per cento delle persone (uomini) ti odia. Il mio sogno è far si che un giorno la violenza contro le donne sia considerata per legge un crimine. Per ora non lo è. Non lo è lo stupro, non lo sono le botte di un marito, non lo è costringere una figlia a sposarsi”.

Ci sono appena state le elezioni che accadrà ora in Afghanistan?

Il presidente Karzai deve fare un governo in fretta. Il paese è fermo da troppo tempo. Da sei mesi: prima la campagna elettorale e poi queste eterne elezioni. Non ho votato Karzai, ma siamo amici, spesso mi ha chiesto di lavorare con lui, ma io non ce la faccio, non voglio capi. Ha detto che volterà pagina, ho bisogno di crederci. Queste elezioni ci sono costate in vita, in crescita economica, in crisi politica. L’ostacolo maggiore in questo momento è la corruzione, ma bisogna andare alle radici della questione, questo è un paese dove l’intero sistema è stato scardinato e si è puntato per ricostruirlo sulle persone non sulle istituzioni. I corrotti vanno perseguiti, arrestati, puniti, e soprattutto serve una legge che impedisca loro di fare politica.

Nel parlamento siedono anche i famigerati Signori della Guerra.

Soprattutto loro. Gli americani sono curiosi a volte. Considerano assassini solo chi è contro di loro, se invece gli assassini sono alleati, allora si può fare una bella amnistia. Così è stato formato il primo parlamento. La legge deve essere uguale per tutti. I politici dovrebbero sentire la responsabilità di dare il buon esempio alla gente. Adesso Karzai non piace più agli americani, che interferiscono pesantemente nei nostri affari. Questo non ha il sapore della democrazia. Ma per l’estero spesso siamo solo gente pronta a vendersi per soldi e con le armi in mano. Chi lo pensa sbaglia.

Lei è considerata una delle più agguerrite femministe afghane, come può lasciare la politica?

Sono stanca. Tra due mesi mi scade il mandato, non mi ripresento, anche perché ho preso una decisione importante…tra cinque anni alle prossime elezioni presidenziali mi candido. Non lascio la politica, anzi punto in alto. Ma se verrò votata, non sarà per chi conosco, o per la regione o la tribù da cui provengo, ma solo per le mie idee.

Giornalista di guerra e scrittrice

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