Il principe è stato rapito. Il suo autista ucciso. Non mi ricordo bene quando l’ho conosciuto. E’ l’amico di b1, quello che in tanti momenti afghani è riuscito a farci amare il suo paese. Con lei ci si è messo proprio di impegno, a me bastavano i racconti suoi e del suo amico aghano londinese, le fughe in bicicletta durante la guerra civile, Massud, la caduta del regime dei Talebani, la sua ascesa al potere.

Ricordo un pranzo nel 2002 nella casetta dell’amico a kabul che ci ha rimpito di cose buona da mangiare mentre io con una mano spazzavo via mosche moleste. Faceva un gran caldo. Ricordo una cena qualche mese fa invece al Serena Hotel, prima che arrivasse il Kamikaze, dove B1 mi ha costretta a fare il terzo incomodo. Deve avermi odiato il povero principe perché non li ho mai lasciati soli.

E’ un burbero con la sua barbona e i suoi occhietti vivaci. Ride a denti stretti e osserva tutto quello che lo circonda. Tranne ieri, colto da un’imboscata non lontano dal suo ufficio, stava per andarsene dopo tanti anni da Peshawar, promosso a Islamabad.

Un’altra volta, sempre a Kabul avevamo conosciuto il suocero del Principe, legato al vero re Afghano, era venuto nella nostra stanza all’Intercontinental Hotel una sera, e B1 l’aveva intervistato tranquillamente avvolta in un asciugamano dopo una doccia difficoltosa come lo erano all’inizio a Kabul.
Il vecchio non aveva fatto una piega, si era seduto su una sedia sgangherata, senza neanche i braccioli, mentre barbara nel suo asciugamano giallo, gli faceva le domande, io scrivevo visto che lei con una mano teneva stretto l’asciugamano in quella stanza dalle tende bucate dai proiettili e senza soffitto, con una moquette che poteva raccontare la storia dell’Afghanistan.

Il principe per noi è un po’ l’Afghanistan che ci piace (a b1 di più), quello fatto di gente gentile, curiosa, ma anche orgogliosa, fiera, combattente. Un altro amico inghiottito da questa guerra, da questa violenza che ha spazzato anche l’albergo dove abbiamo trascorso tanto tempo, dove ho imparato uscita da Gerusalemme a fare questo mestiere. Ci sarebbero tante cose da dire sul Principe, B1 potrebbe farlo meglio di me, ma quello che conta è che è una brava persona con tutte le sfacettature e i limiti che può avere questa definizione. E’ un afgano di quelli che vale la pena di incontrare, di quelli che ti offrono la propria terra e te la fanno amare proprio perché ci sono persone come lui.

Buonanotte a tutti,
B.

Giornalista di guerra e scrittrice

2 Comment on “Rapito il Principe

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