ECO
 
Belle, intelligenti, benestanti e giovani. Erano ragazze normali con sogni romantici e ambizioni professionali. Forse non credevano nelle favole ma ne sono diventate parte. Regine, principesse, sono le first lady del Medio Oriente. Siria e Giordania: donne affascinanti, moderne, che contrastano con le tradizioni dei loro paesi, pieni di sfaccettature e di potenzialità come loro. Dall’altra parte, come l’altra faccia di una medaglia, le prime mogli di Afghanistan e Iran. Tanto intelligenti, quanto riservate. Non ci sono foto, non ci sono storie o pettegolezzi da raccontare. Sono solo mogli importanti nascoste dal segreto del velo, intrappolate nel loro amato mondo di madri, al riparo dagli sguardi del mondo sempre molto interessato alle spose dei re. In comune hanno l’impegno, tutte quante, verso il miglioramento della condizione delle donne e dei bambini, combattono l’analfabetismo e le malattie e lo fanno usando la loro influenza con i limiti di essere la donna più importante e protetta di un paese.

Elegante da non passare inosservata
Asma Akhras doveva diventare una bancaria. Non sapeva che un giorno avrebbe incontrato un giovane oculista tirocinante in un ospedale di Londra e se ne sarebbe innamorata. D’altra parte è meno difficile capire lui, Asma era ed è ancora bellissima, abbastanza alta, magra ed elegante da non passare inosservata. Bashar Al Assad, il figlio del presidente siriano Assad, avrebbe dovuto fare il medico, suo fratello doveva succedere al padre, ma quando morì, Bashar portando con sé Asma, dovette tornare in patria ed accettare di ereditare la carica di uno degli uomini più odiati dell’Occidente. Si sposarono nel dicembre 2000 durante una cerimonia privatissima, e la Siria lo seppe dai giornali solo nel gennaio successivo. Asma era perfetta: una sunnita che sposava uno sciita.
In realtà il giovane presidente ha cominciato a cambiare la Siria, con il respiro sul collo dei vecchi falchi che non volevano aprirsi alla modernità, Bashar ha fatto molta fatica, e le guerre che lo hanno circondato, i milioni di profughi arrivati, non hanno certo aiutato lo sviluppo. Asma ha fatto il suo promuovendo i diritti dei bambini e delle donne e in un paese dove internet era vietato fino a qualche anno prima, voleva che ogni scuola avesse un computer. Ma l’informatica non le è stata sempre d’aiuto, nel 2005 ha scoperto che gli israeliani leggevano le e-mail che mandava al marito. Laureata a Londra in scienze informatiche e letteratura francese, parla quattro lingue. Dopo gli studi, prima di conoscere Bashar, ha trovato subito lavoro in diverse banche, ha lavorato in varie città europee e negli Stati Uniti vivendo quell’occidente che non manca mai di attaccare spesso a ragione, ma a volte a torto, quello che sarebbe diventato il suo paese.
Madre futura di tre figli, è nata nel 1975 da un cardiologo e dal primo segretario dell’ambasciata siriana a Londra. Asma è il bel volto moderno della Siria.

Occhi da cerbiatta, fisico da modella
Così come Rania , 38 anni, che con i suoi grandi occhi da cerbiatta e il fisico da modella ha conquistato il suo principe giordano. Per caso nel 1993 alla festa della principessa Aisha, Rania incontrò Abdullah. Impegnato nel servizio militare, lui non doveva neanche venire, invece riuscì a fare un’improvvisata. Ma quello irrimediabilmente colpito fu lui. Rania era lì, figlia facoltosa di profughi palestinesi, laureata in Economia all’Università americana del Cairo.
«All’inizio ero intimidita, insomma lui era un principe». Ma Abdullah non poteva non innamorarsene e cinque mesi dopo erano sposati. Il fratello del re Hussein avrebbe dovuto succedere al trono, ma poco prima di morire di cancro Hussein cambiò idea. La notizia scioccò la Giordania e Rania. «Un giorno stavo mettendo via delle foto, quando mio marito arrivò di corsa è mi disse "Rania, sarò io, sarò re». E io gli ho risposto che sarebbe andato tutto bene». E così Rania divenne regina e madre di quattro figli che vuole assolutamente accompagnare da sola a scuola. Nel 2005 la rivista americana Harpers and Queen l’ha eletta la terza donna più bella del mondo e suo marito non disdegna di portarla in giro. «Sento di rappresentare un ampio segmento delle donne nel mondo arabo. Divido con loro speranze, aspirazioni e sfide».

Lady Ahmadinejad, neanche una foto
Lo fanno anche altre first lady, ma senza dare nell’occhio, anzi senza proprio farsi vedere o fotografare come la moglie del presidente iraniano. Tanto è noto il volto di Ahmadinejad quanto è impossibile trovare una foto di sua moglie. Nella biografia ufficiale del presidente non c’è alcun riferimento alla moglie, mentre in sito ultra conservatore si legge che il nemico numero uno degli americani è sposato ai tempi dell’università con una studentessa di ingegneria meccanica, Zahara Sadiqi , dell’Università di Teheran. Lui aveva 24 anni, lei non si sa. L’altra moglie misteriosa, regalata ai media con il contagocce, è Zinat Karzai, la moglie del presidente afghano. Cinquant’anni, ginecologa, impegnata per migliorare le condizioni delle donne in un paese che costantemente cerca di cancellarle. Indossa il velo, ma non il burqa, è carina ma riservata e si è sposata con Karzai in un matrimonio combinato nel 1998 poco prima che suo suocero venisse ucciso dai talebani, trasformando il marito in un acerrimo nemico del regime precedente e futuro presidente dell’Afghanistan. A quell’epoca a Quetta, Zinat lavorava come medico nei campi profughi. Ora invece vive a Kabul. E come le altre principesse, regine, o moglie di presidenti continuano a far sognare i loro popoli e forse rappresentano un esempio per le donne dell’Occidente che spesso si dimenticano quante battaglie ci sono ancora da combattere.

Giornalista di guerra e scrittrice

2 Comment on “Top model? No, first lady

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