Un permesso dopo l’altro, chilometri di strada in una capitale sempre più tesa e dopo un paio d’ore arriva l’autorizzazione per parlare con i più giovani membri dell’orchestra sinfonica. C’è un’orchestra sinfonica a Baghdad? “Certo che c’è? Questo è l’Iraq mica l’Afghanistan”, risponde serio Hasan Al Shakarki, direttore del dipartimento musicale del Mistero della Cultura e immediatamente smentito dal tuono di un colpo di mortaio. “Meglio dire che non era come l’Afghanistan, era la culla della civiltà, ora non lo siamo più”, afferma con amarezza mostrando le foto dell’orchestra.

Zuhal Sultan e Duaa Majid hanno 16 e 15 anni e non ricordano nemmeno un momento della loro vita dove non abbiano desiderato suonare. E’ strano essere a Baghdad e venire investiti dagli spartiti di Mozart, di Beethoven sparsi su un tavolino. Ma non c’è solo guerra a Baghdad, c’è la magia della musica che esce dalla dita di queste ragazzine.

Zuhal che in arabo significa Saturno, suona il piano come una persona normale si sgranchirebbe le dita e Duaa l’oboe. “Quando ero piccola, sui sette anni, guardavo i video musicali, poi correvo verso una pianola che avevamo in casa e senza fatica riproducevo il suono. Mia madre ci ha messo poco a capire che questa era la mia strada”, racconta Zuhal. Attenta, concentrata, intelligente, viene da una famiglia di scienziati, mentre la timida Duaa è figlia di musicisti, anche il padre violoncellista suona nell’orchestra filarmonica di Baghdad. “La musica è tutta la mia vita”, dice Duaa lanciando occhiate supplichevoli a Zuhal perché parli lei. Per far parte dell’orchestra devono lavorare molto, almeno tre ore al giorno, considerando che vanno ancora a scuola e devono anche fare i compiti. “E’ molto difficile perché ci sono pochi insegnanti, io vengo seguita da una giapponese americana via internet”, racconta Zuhal. Lei si è già esibita a Parigi, a Londra, sogna di venire in Italia e di poter suonare a Baghdad. “Purtroppo non c’è sicurezza, suoniamo spesso in Kurdistan, ma a Baghdad mettere tanta gente insieme è pericoloso”.

Zuhal sai spiegare che significa suonare mentre intorno a te c’è la guerra? “Io sono una persona fortunata, perché ho una passione che nessuno mi può togliere. La gente pensa che siamo strani noi musicisti, fuori cadono razzi e noi suoniamo ancora più forte quando siamo a casa. Ma abbiamo qualcosa che colma il vuoto che i ragazzi iracheni hanno dentro. C’era un tempo in cui si potevano fare cose, uscire, trovarsi con gli amici, andare al cinema, ora non è più così, ma io ho la musica e mi da la forza di andare avanti”.

Quando l’anno scorso è andata a Parigi si è molto depressa. “Vedendo i miei coetanei francesi mi sono resa conto di non essere come tutti gli altri. Ho capito che non sapevo cosa significasse essere giovane e spensierata. Il nostro unico pensiero fisso è rivolto al futuro, a sopravvivere giorno per giorno. Invece alla mia età dovrei pensare ai vestiti, a divertirmi. Voi europei sapete cosa fare e dove andare. Li ho spiati per imparare, per non perdere del tutto quello che mi spetterebbe alla mia età. Vorrei parlare di ragazzi, ma qui non si può. Ho avuto delle cotte anche io, ma tra le tradizioni, la guerra, i genitori, non permettono distrazioni, meglio pensare alla musica”.

Duaa sorride, lei ai ragazzi ancora non ci pensa, vuole suonare il Jazz ma impazzisce per Hendel e Albinoni. Per Zuhal invece nulla è pari a Mozart. Non avete paura di quello che vi accade intorno? Rispondono insieme con un’occhiata complice: “I primi due anni sono stati duri, le esplosioni ci spaventavano. Poi impari a conviverci, insomma ti stanchi di avere paura. Sai che ci metterai più tempo ad andare a scuola, che potrebbero rapirti, sai che a volte non puoi uscire, eppure non smetti. Si deve andare avanti. Ci restano i sogni”. E la musica.

Giornalista di guerra e scrittrice

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: