BEIRUT – Non è un politico, non è un militare, ma è quello che in questo periodo di confusione politica pare ne sappia più di chiunque altro. Michel Hayek, il nostradamus di Beirut come lo chiamano i libanesi, è il ponte di contatto tra il mondo della politica e il destino.

Da quando si sa sanno che Michel vede le “cose che stanno per accadere” tutti vogliono una sua premonizione. E i politici antisiriani quelli più a rischio di attentati se lo tengono buono sperando che il loro nome o la loro immagine non appaia mai nella testa di Michel. D’altra parte lui ha predetto la morte del premier Rafiq Hariri nel 2005 e pochi giorni prima dell’uccisione di Antoine Ghanem, falciato da un’autobomba una settimana fa, aveva chiamato uno dei suoi migliori amici per avvisarlo che qualcosa sarebbe successo.

Michel giura di non sapere chi sarà il nuovo presidente, sta di fatto che ieri nella seduta parlamentare che si è tenuta nel presidiato centro di Beirut non è stato votato nessuno. “La presidenza del Libano non verrà assegnata secondo i soliti canoni, neanche il luogo sarà quello che si crede. Il presidente che verrà sarà in gran pericolo”, è l’unica cosa che gli abbiamo strappato.  

Per ora il presidente non c’è, la seduta che non ha raggiunto il quorum, è stata aggiornata al 23 ottobre, nella speranza dell’opposizione filosiriana che promette di boicottare ogni seduta per bloccare il voto, di trovare un accordo per un candidato di compromesso. Dal canto suo la maggioranza antisiriana, non abbastanza numerosa da votare da sola, minaccia di eleggere il presidente con una cinquanta più uno invece dei due terzi richiesti.

La profezia, di Michel Hayek si sta compiendo e il suo cellulare non smette mai di squillare. Figlio di un macellaio e con un nonno che faceva le campane delle chiese, ha scoperto da piccolo di avere un dono. Proprietario di aziende, non chiede soldi per quello che vede. Sono solo ricettivo, potrebbero esserlo tutti, ma la gente non si ascolta più”, ci spiega seduto a tavola in un esclusivo club sul mare di Beirut. Consulente da un decennio per diverse industrie in America, Australia e Inghilterra, ogni anno viene chiamato dalla televisione libanese perché faccia le sue profezie.

Per molti un ciarlatano, per qualcuno perfino una spia, la maggior parte delle sue premonizioni riguardano il semplice buon senso, ma altre sono talmente precise da far accapponare la pelle.

E’ stata l’esplosione, negli anni 80, della navetta spaziale Challenger a catapultarlo nello scenario mondiale. I politici lo consultano spesso, ma davanti ai grandi eventi è lui, spesso, a farsi vivo. Nel 1997 ha predetto che Lady Diana sarebbe morta in un incidente stradale. “Le ho parlato non molto tempo prima che morisse, lei mi ha detto che sapeva che qualcosa le sarebbe accaduto”.  Tra le predizioni del 2005 c’era una forte esplosione che avrebbe sconvolto il libano, sei settimane dopo, un’autobomba uccise il premier Hariri e 21 altri. “Certo prevedere un’autobomba in Libano non è una grande rivelazione, ma questo è quello che vedo”, Ha anche previsto attentati contro note figure libanesi. Il parlamentare Gibran Tueni venne ucciso il 12 dicembre 2005, il giornalista e attivista Samir Kassir e il politico George Hawi, sono stati falciati da un’autobomba, l’unico ancora vivo è il presidente, che il 24 novembre terminerà il mandato. Tra le predizioni di quest’anno c’è il peggioramento della salute di molti capi di Stato, tra i quali il premier israeliano Olmert, il Papa, il presidente americano Bush. Una località americana subirà un attentato, così come Francia, Spagna e Inghilterra. Tra le buone notizie, c’è l’Arabia Saudita dove le donne assumeranno un ruolo importante in politica, ma soprattutto sarà risolta la questione dei prigionieri “di guerra” che coinvolgono la Siria, Israele e il Libano, e nell’accordo rientrerà anche Ron Arad, il pilota israeliano catturato 20 anni fa in Libano. E l’Italia con la sua turbolenta politica? “Se mi viene in mente qualcosa vi farò sapere, per ora so solo che verrò presto da voi in viaggio di nozze”.

Giornalista di guerra e scrittrice

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