GERUSALEMME – Nessun ferito, i due katyusha lanciati dal Libano in Israele, non hanno colpito nessuno, ma la paura ha fatto centro. Gli israeliani del nord non hanno dimenticato il terrore dell’anno scorso quando durante la guerra tra Hezbollah e Israele, chiusi nei loro bunker sentivano cadere decine di razzi. Ma questa volta non sono piovuti missili Hezbollah, il partito di Dio ha smentito subito, i katyusha sono stati lanciati dai palestinesi sgattaiolati fuori da qualche campo profugo ed eludendo la fitta sorveglianza delle truppe Unifil, il contingente delle Nazioni Unite di stanza nel sud del Libano, hanno sferrato il loro attacco, il primo dalla fine della Seconda Guerra del Libano.

 Nel mirino Kiryat Shmona, un paesino nell’estremo nord est di Israele dove sono caduti due razzi.       “E’ stato un puro se non ci sono stati morti”, ha sottolineato Haim Barbicai, il sindaco spiegando che una delle esplosioni si è verificata a breve distanza da un gruppo di operai che avevano appena lasciato il loro stabilimento danneggiato poco dopo da un razzo. La seconda invece è avvenuta vicino ad un quartiere residenziale, mentre il terzo razzo è atterrato accanto ad una base Onu non lontano dalla cittadina libanese di Houla. Un quarto difettoso non è partito, ed è stato rimosso dagli artificieri delle Nazioni Unite, giunti nella zona orientale di Aadaisse sotto la responsabilità del contingente spagnolo, una trentina di km ad est di Tiro. Quattro le postazioni di lancio trovate. Immediata la reazione dell’esercito libanese che ha chiuso la zona, montato posti di blocco nel tentativo di fermare una macchina sospetta, che aveva lasciato la zona collinosa popolata di boschi.

 “Neghiamo qualsiasi coinvolgimento nell’operazione”, ha voluto precisare Hezbollah così come il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.  “L’Unifil ha aperto un’inchiesta per andare a fondo dell’incidente – ci ha spiegato il colonnello Fabio Mattiassi, portavoce del contingente italiano presente in Libano con 2500 soldati – per quel che ci riguarda non c’è alcuna variazione nel nostro stato di allerta, la soglia di attenzione resta alta”. Al contrario dell’est Libano, dove i militari in contatto con le autorità militari libanesi e israeliane, hanno schierato rinforzi e intensificato i pattugliamenti per evitare ulteriori attacchi. “Questa è una seria violazione dell’accordo per la cessazione delle ostilità”, ha detto Yasmina Bouziane, portavoce Unifil.  Intanto con il calar della sera su invito della municipalità, è tornata la normalità a Kiryat Shmona. Nessun allarme e nessuna richiesta di scendere nei rifugi. Secondo gli artificieri, si è trattato di razzi katyuscia da 107 mm. dotati di una gittata di diversi chilometri. “Che il cielo ci aiuti se avremo un’altra estate come quella dell’anno scorso. Sarebbe una tragedia”, ha detto il sindaco Barbicai, che vuole una risposta ferma sia al governo libanese che a quello israeliano rammentando che durante i 34 giorni di guerra più di quattromila katyusha caddero nel nord di Israele la maggior parte dei quali proprio sulla sua cittadina. Gli israeliani temono la creazione di un fronte islamico compatto, che partendo dal nord del Libano con la crisi del campo profugo di Naher Bader in mano a radicali di Al Qaeda, scenda attraverso il sud degli Hezbollah, fino Gaza, stringendo un cappio intorno allo Stato Ebraico. Ma per il momento gli israeliani non sembrano avere intenzione di rispondere all’attacco venuto dal nord. “Osserviamo con profonda preoccupazione e crediamo che i palestinesi stiano cercando di trascinarci in una trappola”, spiegano fonti politiche israeliane. Secondo il premier israeliano Olmert in visita negli Stati Uniti, la soluzione migliore è quella di rafforzare e sostenere l’esercito libanese e i militari Onu.

Giornalista di guerra e scrittrice

One Comment on “Razzi su Israele, torna la paura

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