Hafez Barghouti, il direttore del quotidiano principale palestinese al Hayat al Jadidah (La Vita Nuova) è molto indaffarato: il giornale, in parte finanziato dall’Autorità Palestinese, sta per chiudere e lui è ancora indietro con il lavoro, la gente entra ed esce e lui lancia indicazioni veloci e precise. La notizia principale è il nuovo governo fatto di tecnici indipendenti che ieri ha giurato scalzando l’esecutivo precedente, guidato da un premier di Hamas.

“Questo governo ha due compiti importanti, quello di mettere fine al blocco internazionale che ha impedito agli aiuti di raggiungere i palestinesi e soprattutto deve riottenere il controllo di Gaza. La gente vive in condizioni miserevoli, bloccata in casa, senza luce, acqua, benzina”.

Come si riottene il controllo di Gaza?

“Quello che so è che il processo sarà lungo, bisogna lavorare per far cadere Hamas, d’altra parte questa organizzazione non è in grado di governare nulla, sa solo distruggere. Hanno ucciso uomini delle forze di sicurezza, hanno sparato dai tetti, dicono di volere uno stato islamico, ma i religiosi non si comportano in questo modo. Senza contare che non si può avere il controllo su persone che vivono di aiuti umanitari, penderanno sempre dalla parte di porta cibo sopra alle loro tavole.

Il governo di unità nazionale è durato tre mesi, poi la situazione è di colpo peggiorata.

Ho la sensazione che tutto questo non sia accaduto per caso, Hamas ha una sua agenda, per quanto incomprensibile e poi hanno il sostegno di forze esterne come l’Iran che sembra volere destabilizzare tutta la regione.

Mentre quale sarebbe lo scopo di Hamas?

Forse pensavano di poter ottenere ulteriori concessioni dal presidente, ma Mahmoud Abbas non può neanche parlare più con loro, perderebbe la faccia e l’appoggio del suo partito, verrebbe scaricato da Al Fatah. Ormai tutti hanno capito che Hamas, ha due volti e due lingue. Credo anche che non sappiano veramente cosa vogliono, in realtà si sono lanciati in una guerra che non può portarli da nessuna parte. Vogliono più potere in Cisgiordania? Non è possibile da questa parte, al Fatah è forte e la gente non è in gabbia come a Gaza.

Che succederà adesso nei territori palestinesi, con due governi, due premier, in una Gaza con una popolazione allo stremo delle forze?

E’ difficile fermare il caos dilagante. Posso solo dire che Al Fatah non è stata sconfitta. La guerra non è finita, è appena cominciata”.

Giornalista di guerra e scrittrice

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