Quel sottile lembo di tregua che ancora reggeva si è definitivamente spezzato. Nessun accordo è stato raggiunto, le trattative sono state sospese, le armi hanno ricominciare a sputare fuoco. Violenti e pesanti i bombardamenti. L’offensiva finale è cominciata. L’esercito libanese che da ormai dodici giorni circonda il campo profughi di Naher Bader ha stretto il nodo intorno al collo di Fatah al Islam, il gruppo radicale legato ad al Qaeda. L’esercito durante la giornata di continui combattimenti ha conquistato due posizioni dei militanti, ma è dovuto arretrare di fronte al tentativo di penetrare all’interno del campo, per altro non consentito da una vecchia legge. Due i soldati libanesi morti, freddati dai cecchini, almeno 10 tra i militanti dei quali però non si conoscono le cifre precise. All’interno del campo nel nord del Libano sono asserragliati e in preda al panico circa cinquemila profughi palestinesi, scudi dei militanti e danni collaterali dell’esercito. Da dodici giorni manca, manca acqua, cibo ed elettricità e dopo un primo corridoio che era stato aperto qualche giorno dopo l’inizio della crisi, dal quale scapparono migliaia di persone, pochi sono riusciti varcare incolumi quella soglia presidiata dai cecchini di Al Fatah al Islam. Colonne di fumo nero salgono dal campo, per lo più dalla zona nord est dove i militanti sembrano essersi concentrati e anche dove le truppe hanno cominciato il loro ridispiegamento. Potrebbe essere una questione di ore, e di quel centinaio di combattenti, pronti a morire pur di non arrendersi, potrebbe non restare che un ricordo. La preoccupazione dei palestinesi è quanti civili debbano morire per liberare il campo. “Siamo con l’esercito ma fate di tutto per risparmiare le vite delle persone innocenti – ci ha detto Abbas Zaki, ambasciatore palestinese che ha curato le trattative fallite per una resa e una soluzione pacifica della vicenda – i nostri fratelli ci raccontano di cadaveri e feriti per le strade”. I soldati, che nei giorni scorsi, hanno ricevuto nuove armi da Stati Uniti e paesi arabi sono molto nervosi. Quattro navi della guardia costiera si sono avvicinate alla costa di Tripoli e si muovono velocemente verso la costa. “L’esercito sta cercando di impedire ai militanti di raggiungere i posti più alti per i cecchini – spiega un portavoce militare – Non siamo entrati, ma possiamo controllare degli interi palazzi da questa distanza”. Intanto dal campo profughi accanto, quello di Badawi, lo sceicco

Mohammed al Hajii, dell’associazione dei clerici musulmani e fino a qualche giorno fa residente a Naher Bader, sta ancora cercando una soluzione. “Uccidere non è Islam, questi militanti anche se brandiscono il Corano non sono musulmani, stanno mettendo in pericolo la vita di donne e bambini. Dobbiamo trovare un compromesso”. Il premier Siniora durante la mattinata aveva incontrato l’ambasciatore libanese e lo aveva avvertito che “misure concrete sarebbero state prese per porre fine alla situazione di presa-di-ostaggi nel campo”. Anche nel sud, preoccupati che la vicenda di Naher Bader possa contagiare, se non irritare altre fazioni, soprattutto quelle contrarie alla soluzione armata, è salito lo stato di allerta dei militari libanesi. Con indosso gli elmetti, invece dei soliti berretti, ai posti di blocco hanno piazzato divieti di attraversare l’area meridionale per tutti gli stranieri senza il permesso del Mukabarat, i servizi segreti. Attento, ma tranquillo il contingente dell’Unifil, del quale fanno parte 2500 militari italiani. “Per ora non avvertiamo minacce. Continuiamo a svolgere le solite attività. Seguiamo con attenzione quello che succede nel nord del Libano – ci dice il maggiore Diego Fulco, portavoce di Unifil – al momento non rileviamo alcun cambiamento nell’atteggiamento della popolazione locale nei nostri confronti”.

 

Giornalista di guerra e scrittrice

4 Comment on “Libano in fiamme

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: