ECO

di Barbara Schiavulli

Autobombe e rapimenti non sono una novità in Iraq. Quattro o cinque autobombe quotidianamente uccidono decine di persone a Baghdad. Almeno una di queste non è parcheggiata, ma guidata da un kamikaze. Dieci, venti, a volte perfino trenta iracheni, ogni giorno vengono rapiti. Bambini all’uscita da scuola, donne al mercato o uomini, di solito medici o professori. Il modus operandi dei rapitori è quello di chiamare le famiglie, di negoziare un riscatto, venir pagati e poi dopo qualche giorno, permettere ai loro ostaggi di tornare a casa. Questo era quello che accadeva fino a poco tempo fa. Due fatti separati. Una cosa erano i rapimenti, un’altra le autobombe. Poi una terrificante svolta. I militanti iracheni non usano più semplici volontari kamikaze per le loro autobombe, ma imbottiscono le auto dei rapiti con l’esplosivo e quando li rilasciano felici di tornarsene a casa, i rapitori li fanno esplodere nel primo luogo che ritengono utile, un posto di blocco della polizia, un mercato o una piazza. Lo rivela un rapporto del ministero della Difesa iracheno. Una nuova tattica dei gruppi radicali, infinitamente più conveniente, le vittime del rapimento non sanno che le loro macchine sono state riempite di esplosivo quando vengono liberati. “La tecnica è semplice ed efficace – ha detto il ministro della Difesa – prima rapiscono qualcuno con la sua macchina, poi la rendono esplosiva senza che lui lo sappia, poi si fanno pagare un riscatto dalla famiglia e rilasciano l’ostaggio con la sua vettura, spesso ordinando di seguire un certo percorso per tornare a casa. I rapitori, poi seguono la macchina e fanno detonare l’autobomba dove e quando vogliono”. Fino ad ora c’erano stati casi di kamikaze trovati morti, fatti a pezzi, con le mani ancora legate al volante o quel che restava di un piede legato al pedale dell’acceleratore per evitare ripensamenti dell’ultimo minuto. Ma la nuova terribile moda dell’ostaggio kamikaze non ha precedenti nella storia degli attentati suicidi. La necessità aguzza l’ingegno, anche quello dei criminali: il ministro della Difesa non ha specificato se dopo tanti attentati, si parla di 343 “autobombe con autista” dalla caduta di Saddam, in questo momento ci sia penuria di attentatori suicidi, o semplicemente non si vuole sprecarli. Le autobombe sono responsabili del 7% dei morti di quest’anno, del 25% di quelli dell’anno scorso. E ora non basta l’orrore di essere rapiti, in Iraq,ora, ci si può anche trasformare in inconsapevoli kamikaze.

Giornalista di guerra e scrittrice

7 Comment on “Rapiti e Kamikaze

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