KIRYAT SHMONA – Soffiano forte i venti di guerra, ma il premier israeliano Olmert trattiene l’offensiva, Israele ha deciso di aspettare un paio di giorni prima di buttarsi, armi e bagagli alla conquista del fiume Lithani. Il merito di questa frenata che non ferma i combattimenti in corso, ma di sicuro non li intensifica, è del ministro degli esteri Tzipi Livni che non avrebbe approvato l’attacco su larga scala, decisa dal consiglio di sicurezza israeliano, senza lasciare uno spiraglio alla diplomazia. Per lei non deve essere stato difficile convincere il premier Olmert che sulle sue spalle porta il peso delle decisioni. Il piano del ministro della difesa Peretz è chiaro e semplice, ridurre il lancio dei missili Hezbollah che arrivano in territorio israeliano, distruggere le infrastrutture nel sud del Libano e uccidere quanti più Hezbollah possibile. E’ sulla potenza militare da rovesciare sui militanti e sul Libano che fervono le discussioni militari e politiche. “Il processo diplomatico è in corso, possiamo concedere un po’ di tempo per vedere se è possibile ottenere dei risultati”, ha detto il ministro del Turismo Yitzhak Herzog, mentre sotto cova il capo di Stato Maggiore Dan Halutz che ha proposto di distruggere le infrastrutture civili in Libano insieme le centrali elettriche. Incalza Peretz che ha avvertito che se dovessero fallire gli sforzi diplomatici per arrivare a una risoluzione concordata del Consiglio di sicurezza dell’Onu, le forze armate israeliane faranno "uso di tutti i mezzi" a loro disposizione per vincere la guerra contro gli Hezbollah. E mentre in Israele si discute sul da farsi in Libano si combatte: nelle ultime 48 ore sono caduti in combattimento 20 soldati israeliani, 5 ieri nel villaggio di Taibe, a cinque km dalla frontiera, decine i feriti nei villaggi del sud, nessuno dei quali sembra veramente sotto il controllo delle forze armate. Ferito anche un casco blu francese, colpito da un razzo hezbollah. Nel settore orientale, le forze israeliane hanno raggiunto la località di Marjayoun, avvicinandosi così in maniera sensibile al fiume Litani per poi ritirarsi dopo qualche ora. Militari israeliani anche nei vicini villaggi di Burj al Molouk e Qlaiah. I caccia e l’artiglieria hanno continuato a bombardare varie zone, inclusa Beirut, dove sono state colpite antenne su palazzi nel quartiere di Manara, nei pressi del lungomare. Colpita anche la località di Rayak, nella valle della Bekaa, e il villaggio di Amchit, sulla costa ad una trentina di km a nord della capitale, dove elicotteri da combattimento hanno bersagliato alcuni edifici vicino alla strada che sovrasta il porticciolo, tra cui uno che ospita installazioni della radio nazionale libanese. Altri bombardamenti aerei israeliani sono stati segnalati sulle montagne della vicina Batrun, una decina di chilometri più a Nord. Dalle parti di Tripoli, le forze israeliane hanno lanciato una pioggia di volantini per avvertire che dopo le otto di ieri sera ogni camion o furgoncino pick-up in movimento" sarebbe stato sospettato di trasportare razzi o equipaggiamenti militari e quindi sarà colpito. Sempre più difficile portare aiuti al sud isolato, anche se Ginevra mette a segno una piccola vittoria, il presidente della Croce Rossa Internazionale ha ottenuto un "impegno personale" del premier Olmert a facilitare un migliore accesso degli aiuti umanitari alle vittime. Sul fronte israeliano, ennesima pioggia di razzi:  11 feriti  e due vittime, due arabi israeliani nel villaggio di Dir el Assad, una mamma ventiduenne con il suo bambino di tre anni.

 

Giornalista di guerra e scrittrice

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