KHIRYAR SHMONA – “Nessun limite all’esercito se si tratta di porre fine alla pioggia di katiusha”, ha detto il premier Olmert all’indomani del più devastante attacco missilistico che ha subito Israele, 12 soldati riservisti morti nel kibbutz di Kfar Ghiladi e tre civili ad Haifa. "Per questo obiettivo non ci sarà nessun limite posto alle forze armate – ha detto il premier parlando alle truppe in una base del nord – Io vi do pieno appoggio e sostegno. Noi non ci fermiamo". Israele non si ferma, le operazioni in Libano continuano, anzi si espandono: “Ho dato ordine alle forze armate di compiere tutte le operazioni necessarie per prendere il controllo dei siti di lancio dei katiuscia, in qualunque area si trovino, se il processo diplomatico non avrà una conclusione positiva entro i prossimi giorni", ha detto Amir Peretz, ministro della Difesa. Le truppe sono pronte a superare il sud del Libano per lanciarsi ovunque gli Hezbollah abbiano lasciato un’impronta. Intanto, il Libano che secondo il ministero della Sanità ha raggiunto le 1000 vittime, lotta per sopravvivere. Sono stati distrutti 73 ponti, 72 viadotti e 6.800 unità abitative, un bilancio sicuramente destinato a salire bombardamento dopo ombardamento. Ancora bombe su Beirut. Colpi di artiglieria sparati da navi da guerra israeliane al largo della capitale hanno centrato un edificio di otto piani nel quartiere Shiah, uccidendo 10 persone e ferendone un trentina. Decine le persone intrappolate tra le macerie dei palazzi distrutti, dove qui come in altri posti, è sempre più difficile accontentare la richiesta israeliana di lasciare i villaggi, perché le strade sono per lo più impercorribili. Intanto il  ministro della difesa libanese Elias Murr ha richiamato in servizio di 15.000 riservisti, la decisione potrebbe preannunciare un possibile dispiegamento dell’esercito governativo nel sud del Libano, dopo l’eventuale ritiro delle truppe israeliane. Bombardamenti a Tiro. Gli aerei israeliani hanno colpito tre edifici in due incursioni consecutive. L’attacco avrebbe causato la morte di cinque civili. In serata una quarantina di paracadutisti israeliani sono atterrati non lontano da Tiro su una collina vicino Ras al Bayada, pronti ad ingaggiare una nuova battaglia corpo a corpo con gli Hezbollah. Impossibile per la Croce Rossa portare soccorso, una nave con aiuti di prima necessità non ha potuto attraccare nel porto a causa dei combattimenti. Da tre giorni la regione è completamente isolata. Interrotto l’unico collegamento stradale ritenuto per raggiungere Tiro da Beirut. "La strada è stata tagliata in due dai bombardamenti dell’aviazione israeliana – ha affermato Christopher Stokes, di Medici Senza Frontiere – gli israeliani ci hanno informati che non possono più garantire la sicurezza ai nostri convogli. Se intendiamoci muoverci, ci hanno detto, lo facciamo a nostro completo rischio e pericolo". A Hula, ad est ad un km dal confine israeliano, durante un bombardamento un civile è rimasto ucciso mentre 65 persone rimaste intrappolate tra le macerie di una palazzo sono state recuperate. L’aviazione israeliana ha distrutto prima un edificio in cui si erano rifugiate 17 persone. Poi i cacciabombardieri avrebbero effettuato almeno altri sei passaggi, durante i quali hanno colpito quattro case vicine in cui si trovavano una quarantina di persone, per lo più pastori coi loro familiari, che si erano rifiutati di lasciare il villaggio per non abbandonare le loro bestie. Violenti scontri nel sud lungo la frontiera, da ieri sera, dalle 22, gli israeliani hanno dichiarato il coprifuoco per la popolazione. Tre soldati israeliani sono morti, tra cui uno a Bint Jbeil, roccaforte della milizia sciita dopo tre settimane ancora inespugnata. A Ghaziye, a est di Sidone, gli attacchi aerei israeliani avrebbero causato la morte di  altri 14 civili, tra cui donne e bambini. Colpita ieri, per la prima volta strada sulle montagne dello Chuf che, a sud-est di Beirut, conduce alla cittadina a maggioranza cristiana di Ain Zhalta, distante solo una decina di chilometri dal castello di Muktara, residenza della famiglia di Walid Jumblatt, leader druso, strenuo oppositore degli Hezbollah, della Siria e dell’Iran. In Israele piovono ininterrottamente missili: 160 sono caduti nel nord, una cinquantina solo nella zona di Kiryat Shmona. Un drone, un aereo telecomandato degli Hezbollah, ma di produzione iraniana, con quaranta kg di esplosivo, è stato abbattuto dall’ aviazione israeliana sopra il mare ma nello spazio aereo di Israele. L’esercito non esclude che fosse diretto a Tel Aviv.

 

 

Giornalista di guerra e scrittrice

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: