HAIFA 

“Israele non può battere militarmente gli hezbollah, ci può solo essere una svolta politica a questa guerra”, ci dice Uri Bar Joseph, uno dei massimi esperti israeliani di studi strategici. Professore alla facoltà di Scienze Politiche dell’università di Gaza spiega perché è così difficile combattere gli Hezbollah: “Gli Hezbollah sono una sorta di guerriglia che si mischia con i civili per questo è difficile combatterli e distruggerli. Nel caso del villaggio di Bint Jbeil, dove sono caduti molti soldati israeliani, sarebbe stato più semplice bombardare la cittadina e poi entrare. Invece a causa della vicinanza dei civili, siamo entrati piano piano. Assediare significa dover pagare un prezzo, e non si può controllare la roccaforte degli hezbollah senza pagare questo prezzo.

L’esercito come può in poche settimane eliminare il problema degli hezbollah?

Semplicemente non può farlo. Le parolone che sono state usate i primi giorni, avevano più uno scopo televisivo che reale. Israele era frustrato e non si poteva che parlare della distruzione degli Hezbollah e di chi ci minacciava. Se si vuole veramente spazzarli via, bisognerebbe conquistare tutto il Libano e forse neanche solo quello. Il punto è di creare una zona di sicurezza. Il conflitto si può fermare solo politicamente.

Quindi è stata una decisione strategicamente sbagliata quella di attaccare?

No, perché Israele ha guadagnato tempo, due o tre anni. Ci penseranno due volte gli hezbollah prima di attaccarci ancora. La gente a lungo andare, non li appoggerà perché nessuno avrà voglia di passare di nuovo quello che ha passato in queste settimane.

Non le sembra che Israele stia distruggendo l’unico successo della diplomazia americana in Medio Oriente?

Per essere un vero successo gli americani avrebbero dovuto costruire un Libano con un forte potere centrale. Il governo libanese ha un esercito debole, gli americani avrebbero dovuto investire in questo. Ad ogni modo il problema vero in Medio Oriente è che nessun conflitto regionale si potrà risolvere fino a che non si apriranno negoziati con la Siria per la questione del Golan.

Il governo di Israele sembra tenere molto a non avere fraintendimenti con la Siria. E’ reale ipotizzare uno scontro militare  con loro?

La Siria dal punto di vista militare è debole, inferiore all’esercito israeliano. Sarebbe sopraffatta nel giro di qualche ora. Ma possiedono aerei, missili scud, armi batteriologiche, anche non vincendo potrebbero causare seri danni ad Israele e questo è inammissibile per noi.

Questa guerra con il Libano la definirebbe un conflitto locale o regionale?

Noi ci focalizziamo sui bombardamenti in Libano, sui razzi in Israele, non ci si rende conto che questa è una guerra diversa da tutte le altre, è la prima volta che i coprotagonisti di questo conflitto non sono per noi Stati arabi, ma sciiti, fondamentalisti, una guerriglia. Questo spiega anche perché i governi, dall’Egitto, alla Giordania, all’Arabia Saudita, ci sostengono. Anche loro hanno paura dell’Iran.

A proposito di Iran, pensa che si aspettassero questa reazione da Israele?

Credo che tutti siano rimasti sorpresi, Iran e Hezbollah. Quando parlano di Israele, ci rappresentano sempre come uno stato debole, invece questa volta abbiamo reagito e loro non se lo aspettavano.

 Forse per fare una nuova guerra Israele aveva bisogno di un primo ministro che non è mai stato un militare e un ministro della difesa di sinistra.

 

Giornalista di guerra e scrittrice

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