da Gerusalemme Barbara Schiavulli

L’inaspettato attacco israeliano contro il Libano è parte, secondo un rapporto delle autorità israeliane, di un preciso piano, in quattro fasi, non ancora del tutto completate. L’obiettivo è liberarsi del movimento degli Hezbollah dal sud del Libano, probabilmente uccidere Nasrallah il capo dell’organizzazione e creare una zona cuscinetto tra i due confini. “Non siamo affatto sorpresi di quello che sta accadendo, gli Hezbollah hanno avuto sei anni per riarmarsi e hanno in un loro possesso della tecnologia sofisticata”, dice Moshe Karradi, comandante della polizia di tutto lo Stato ebraico. Durante la prima fase, cominciata poco dopo il rapimento dei due soldati mercoledì scorso, gli aerei israeliani hanno colpito i depositi missilistici in ogni parte del Libano, in particolare quelli che nascondevano razzi a lunga gettata. Almeno una cinquantina di depositi sono stati distrutti, alcuni sotterranei, altri in case private, secondo i militari, almeno il 40 o il 50% della capacità militare dell’ala armata del Partito di Dio è stata distrutta. Contemporaneamente, l’artiglieria ha colpito le posizioni degli Hezbollah, i centri di comando sparando dal confine israeliano e sporadicamente sconfinando con truppe terrestri ma solo, almeno ufficialmente, per operazioni fulminee. Durante questa prima fase l’Idf, l’esercito israeliano, ha anche bombardato l’aeroporto di Beirut, imposto il blocco marittimo, per impedire i rifornimenti alle milizie ma anche per mostrare al governo libanese le conseguenze di non essere riusciti a fermare gli attacchi contro Israele. La seconda fase è cominciata venerdì, l’aviazione ha attaccato il cuore del potere degli Hezbollah, distruggendo i palazzi a sud della capitale che ospitano le strutture di comando nonché la casa di Nasrallah. Secondo fonti militari, il segretario generale del movimento per un po’ è rimasto intrappolato nei sotterranei dell’edificio quando è crollato,  riuscendo però, poi, a fuggire illeso. “Ci vorrà qualche settimana perché l’offensiva contro gli Hezbollah sia completata, hanno una vasta gamma di missili, possono raggiungere distanza che non avevamo previsto e noi faremo del nostro meglio per abbreviare le sofferenze degli israeliani che vivono nella paura nel nord della Galilea”, ha detto il generale Moshe Kaplinsky, vice capo dell’Idf, ben consapevole che  a Israele non resta molto tempo disposizione, prima o poi, la lenta reazione della comunità internazionale prenda forma. Forse una settimana o poco più per agire liberamente prima di essere fermati. La terza e quarta fase di una guerra che costa dai 10 ai 20 milioni di dollari al giorno, sono ancora segrete. Tuttavia, il piano operativo richiede che ogni livello sia sempre più potente di quello precedente. Ogni obiettivo sarà colpito in un ordine precedentemente stabilito. C’è una sorta di “banca obiettivi” costantemente aggiornata che raccoglie centinaia di potenziali target selezionati dall’esercito, e approvati man mano da una commissione militare presieduta dal primo ministro Ehud Olmert. Durante una delle due fasi finali, le truppe di terra entreranno in Libano, a meno il governo israeliano e quello iracheno raggiungano un accordo sul disarmo degli Hezbollah e il loro trasferimento dal confine e il rilascio dei soldati israeliani.  

Giornalista di guerra e scrittrice

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